Ridefinire il quadro delle relazioni UE-Cina

Ridefinire il quadro delle relazioni UE-Cina

Le perturbazioni sociali causate dal nuovo coronavirus consentono di ridefinire alcuni elementi dell’ordine regionale e globale Uno dei principali strumenti per trattare adeguatamente il coronavirus è un dispositivo di protezione individuale (DPI). I DPI sono diventati una nuova strategia dell’UE: il commissario Breton ha dichiarato che, fra poche settimane, l’UE sarà autosufficiente. Ciò è prova del fatto che gli Stati membri e l’UE hanno fallito nella pianificazione e nella protezione dei loro cittadini e li hanno invece resi vulnerabili e dipendenti dalla produzione straniera. A febbraio, quando la Cina aveva urgente bisogno di aiuto, l’UE ha inviato tonnellate di merci/attrezzature, spendendo milioni di euro. Germania, Francia e Italia sono stati i paesi che più hanno contribuito. Ora gli Stati membri dell’UE ricevono aiuto dalla Cina, ma il fatto che la Cina abbia venduto, non donato, DPI all’Italia e si faccia pagare per DPI in precedenza donati dall’Italia, è scoraggiante e allarmante. La Spagna ha dovuto restituire kit di test difettosi alla Cina e i Paesi Bassi hanno dovuto ritirare 600 000 maschere protettive, importate dalla Cina.

1. Dal momento che l’accordo in materia di investimenti fra l’UE e la Cina dovrebbe essere firmato quest’anno, intende la Commissione ridefinire il quadro delle relazioni fra le due parti?

2. Intende avviare una consultazione pubblica sul futuro delle relazioni fra l’UE e la Cina?

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